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20 novembre Giornata Mondiale Infanzia e Adolescenza: I bambini ci guardano… Ascoltiamoli!

20/11/2020

I bambini ci guardano… Ascoltiamoli!

20 novembre: il Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Liguria celebra la Giornata Mondiale per i diritti dell’Infanzia e Adolescenza, rilanciando il quarto principio del Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza*: l’ascolto delle opinioni del minore.
In questo periodo la voce dei bambini è infatti spesso inascoltata.
Genova, 19 novembre 2020Il Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Liguria, in occasione della Giornata Mondiale per i diritti dell’Infanzia e Adolescenza, vuol porre la propria attenzione al quarto principio del Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: l’ascolto delle opinioni del minore. La Convenzione prevede il diritto dei minori a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenere in adeguata considerazione le loro
opinioni.
L’attenzione del servizio sociale e della rete ampia di servizi per i minori e le loro famiglie deve rimanere alta: ci si deve interrogare su quali danni possono derivare dalla condizione di “minore non
ascoltato” in tempo di Covid-19.
Nella pandemia, infatti, i bambini sono stati e sono ancora protagonisti inascoltati. Molti di loro nella prima fase, ad esempio, sono rimasti isolati dalla scuola o in comunicazione attraverso la didattica a distanza (DAD), all’interno di famiglie con un ventaglio di condizioni tra loro molto dis-eguali e anche inique. Alcuni si sono ritrovati a casa, talvolta soli, talvolta chiamati ad essere custodi dei fratellini più piccoli, spesso contesi tra i genitori separati, fino a essere inascoltati e in taluni casi anche resi invisibili.
La Convention on the Rigths of the Child-CRC – il trattato in materia di diritti umani con il più alto numero di ratifiche, 196 – stabilisce quattro principi fondamentali dei diritti dell’infanzia e adolescenza: la non discriminazione (art 2); il superiore interesse del minore (art. 3); il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino e dell’adolescente (art. 6); l’ascolto delle opinioni del minore (art. 12).
Il Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Liguria pone la propria attenzione al quarto principio:
l’ascolto delle opinioni del minore. Ma vuole ricordare anche chi, in questo periodo, ha sofferto ben più gravi conseguenze dall’assenza di diritti.
Joseph, nato in Guinea, non ha potuto far sentire la sua voce: a sei mesi è morto in mare, in quello che per lui e sua mamma avrebbe dovuto essere il viaggio della speranza.
Mehmed è morto all’età di due anni, per mano del padre dopo aver subito gravi maltrattamenti.
Il 5 novembre scorso un neonato abbandonato nella spazzatura è stato casualmente intercettato da un passante e “salvato” da un terribile destino.
Per questo, 20 novembre 2020, vogliamo ricordarci che i bambini ci guardano!

* La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rigths of the Child – CRC), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991 con la legge n. 176, oggi è il trattato in materia di diritti umani con il più alto numero di ratifiche: 196, alle quali si aggiungono gli Stati Uniti d’America che hanno aderito al trattato senza procedere mai alla ratifica.

Comunicato Stampa

ATTENZIONE! Approfondiremo questo argomento il 1° dicembre in un webinar rivolto agli iscritti della Liguria.  A breve notizie sul programma e le modalità di iscrizione

“Buoni spesa: gli assistenti sociali della Liguria presenti per aiutare i più fragili”.

01/04/2020

Comunicato Stampa

Buoni spesa: gli assistenti sociali della Liguria sono presenti per aiutare nella presentazione delle domande, negli enti pubblici e in quelli del Terzo settore. L’Ordine degli Assistenti Sociali: “Preoccupazione per i tempi limitati e le possibili difficoltà d’accesso per i più fragili”.

Genova 1 aprile 2020

Il Comune di Genova, con un avviso sul proprio portale internet, ha comunicato le modalità per la presentazione delle domande dei cosiddetti buoni spesa, a beneficio delle persone residenti che a causa del Covid 19 hanno visto ridursi la propria capacità reddituale.
Il buono, del valore di 100 € per ciascun componente familiare, potrà essere speso in tutti gli esercizi commerciali di alimentari che saranno elencati sul sito del Comune. La domanda, le cui dichiarazioni varranno come autocertificazione, si potrà compilare solo online sul sito del Comune a partire da venerdì 3 aprile 2020.
Giovanni Cabona, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Liguria assicura: “Gli assistenti sociali con la loro professionalità e le loro competenze garantiranno anche in questo delicato momento il proprio contributo per sostenere sia le fasce a rischio della nostra società sia chi inaspettatamente si misura con
nuove fragilità connesse all’emergenza in c orso. Così sarà anche nel caso dei buoni spesa”. I richiedenti potranno infatti essere affiancati o sostituiti nella compilazione della domanda dagli operatori dei servizi sociali del pubblico e delle associazioni di volontariato, cooperative o altri enti del non profit, che hanno già manifestato la propria disponibilità.
“L’Ordine continua Cabona è attento agli sviluppi che in queste ore si susseguono non solo nel capoluogo di regione ma anche in tutte le altre realtà locali ma esprime anche preoccupazione sia per la durata limitata della finestra per presentare la domanda sia per l’incerta garanzia della pari opportunità di accesso alla misura per tutti i cittadini, nonché per il rispetto del principio di equità nell’attivazione della misura stessa”.
Il primo problema è il fattore tempo: la ‘finestra’ per la presentazione della domanda sarà infatti aperta solo
dal 3 al 6 aprile, periodo con due giorni su tre compresi nel weekend. L’altro allarme è rispetto alle categorie di persone a cui i buoni spesa sono rivolti: “Pensiamo che all’accesso alla misura potrebbe essere difficile per le persone fragili a cui spetta ma che non sono, per vari motivi, agganciate ai servizi sociali spiega Cabona. Penso alle persone straniere che lavoravano e che sono s tate costrette a rimanere a casa senza avere contatti con i servizi. Ma anche alle persone senza dimora”.
L’erogazione del buono spesa avverrà inoltre secondo le modalità indicate successivamente ai beneficiari, per ora non specificate. “L’auspicio conclude Cabona è che le Amministrazioni competenti e il Terzo Settore si confrontino tra di loro e in maniera fruttuosa. Siamo pronti a dare il nostro contributo di professionalità”.

COMUNICATO

Rilanci:

Il Secolo XIX

Buoni spesa: gli assistenti sociali della Liguria danno supporto nella presentazione delle domande

 

Savona News

Albenga Corsara

I “buoni spesa” sono previsti dall'Ordinanza n. 658 del 29 marzo 2020 del Capo del Dipartimento della Protezione Civile
Nazionale Angelo Borrelli. Chiunque abbia difficoltà a compilare la domanda online potrà rivolgersi telefonicamente al numero 010 557 4 500 o alle associazioni del terzo settore che saranno indicate sul sito del Comune e che potranno inviare la domanda al p osto del
richiedente. 

Per ulteriori informazioni: https://smart.comune.genova.it/notizie/avviso pubblico la richiesta buoni spesa ordinanza n 658 del 29032020

Tutela Minori, Cabona, Assistenti Sociali Liguria “Preoccupati per gravi insinuazioni che provengono dalla politica”

04/08/2019

Comunicato Stampa

Tutela minori, Cabona (Ordine Assistenti sociali Liguria), “preoccupati per gravi insinuazioni che provengono dalla politica”

“Insinuazioni e sospetti hanno già determinato l’aumento di episodi di intimidazione e di minaccia nei confronti degli assistenti sociali che si occupano di tutela dei minori”

Genova, 4 agosto 2019. “La tutela delle bambine e dei bambini e delle famiglie è alla base dell’attività professionale degli oltre mille assistenti sociali della Liguria che ogni giorno si spendono per le persone deboli e i soggetti più fragili, per coloro che si sentono abbandonati, in una società sempre più deprivata e con carenze in prestazioni e servizi. La comunità professionale degli assistenti sociali basa la sua attività su due capisaldi: sul percorso formativo e sul proprio codice etico e deontologico. L’assistente sociale per poter esercitare deve aver conseguito una laurea, sostenuto un esame di stato ed essere iscritto all’Ordine professionale. Basa il proprio operato sulla legge e sui principi espressi nel codice deontologico – in continua revisione per adattarsi ai mutamenti della società – fondato sul valore e sull’unicità e centralità della persona, sul rispetto dei diritti umani universalmente riconosciuti: libertà, uguaglianza, socialità, solidarietà, partecipazione e sull’affermazione dei principi di giustizia ed equità sociale”.

Così, Giovanni Cabona, Presidente dell’Ordine degli Assistenti sociali della Liguria.
“Queste precisazioni – spiega – si rendono necessarie in questo momento in cui, a seguito dei recenti fatti emiliani sui quali sta indagando la magistratura e che hanno scosso le coscienze di tutti, si registra un rimbalzo mediatico assordante che troppe volte ne distorce i contenuti e ne nasconde gli aspetti centrali”.

Cabona sottolinea che “la preoccupazione crescente della comunità professionale è che questo clima vada a criminalizzare indiscriminatamente l’operato dei servizi sociali che si occupano di tutela dei minorenni, non già sulla base di specifici e accertati eventi, ma su artificiosi assiomi che ingenerano nei cittadini il dubbio che vengano perseguiti altri interessi e non, invece, quello dei minori” ribadendo con forza che “gli assistenti sociali che si occupano di tutela dei minori stanno continuando a lavorare, anche in questi giorni di estrema tensione, con un carico emotivo che potrebbe influire sulle relazioni con gli utenti dei servizi”.

“E’ ben noto come la professione di assistente sociale sia soggetta ad un alto rischio di aggressività. Ebbene – sostiene Cabona – l’insinuazione del dubbio, del sospetto e la criminalizzazione generalizzata di questi giorni ha già determinato l’aumento di episodi di intimidazione e di minaccia nei confronti degli assistenti sociali che si occupano di tutela dei minori”.

Cabona ricorda poi che “dai dati riportati il 2 agosto in occasione della firma del protocollo d’Intesa tra A.Li.Sa e Tribunale dei Minorenni di Genova e Procura presso il TM di Genova sui controlli alle strutture per minorenni, emerge una particolare attenzione della società ligure nei confronti dei minori e adolescenti che ha portato, in un anno, a circa 2500 segnalazioni alla Procura. Quest’ultima ha sottolineato che meno del 20% di queste segnalazioni danno seguito a procedure di tutela presso il Tribunale dei Minorenni e conseguenti prese incarico con anche il coinvolgimento dei servizi sociali di residenza. Questi dati e queste precisazioni ci fanno comprendere che il sistema di tutela per il benessere del minore ha una consolidata tradizione in Liguria che coinvolge oltre ai servizi sociali anche la magistratura, il Sistema Sanitario Regionale, le forze di polizia, il terzo settore: tutte istanze che si integrano nell’individuazione di percorsi pensati e progettati per ogni singolo bambino”.

“L’Ordine degli assistenti sciali della Liguria – conclude Cabona – esprime preoccupazione per le modalità con cui la politica sia a livello nazionale che, in particolare, a Genova ha affrontato un tema così delicato insinuando che gli operatori dei servizi sociali potessero essere sotto l’influenza di interessi che non siano quelli del minore e della famiglia. Esprime solidarietà e sostegno per i colleghi che in questi giorni si sono sentiti accusati di incompetenza anche da chi, avrebbe il compito istituzionale di garantire loro un ambiente sereno e adeguate risorse umane e materiali per svolgere al meglio il proprio lavoro e che, nonostante tutto, proseguono il loro impegno quotidiano a tutela delle bambine e dei bambini”.

Ufficio Stampa, Silvia Renzi, 3382366914

Comunicato

Crollo ponte Morandi, serve rafforzare gli interventi degli assistenti sociali

06/09/2018

Crollo ponte Morandi, serve rafforzare gli interventi degli assistenti sociali

Cabona (Ordine della Liguria) “il Comune ha a disposizione strumenti di intervento che non impattano sul bilancio dell’Ente”.

 Genova 06 settembre 2018. I cittadini genovesi che stanno subendo le conseguenze del crollo del Ponte Morandi necessitano di accoglienza e ascolto per fronteggiare questa emergenza, e di essere messi in grado di prendere le decisioni più adeguate avendo conoscenza dei servizi attivati sul territorio in loro favore. Gli interventi messi in essere dagli assistenti sociali del Comune di Genova si sono particolarmente focalizzati nei confronti dei nuclei più fragili con presenza di anziani e bambini. Sin dalle ore successive al crollo l’intervento di sostegno ed informazione per le persone sfollate dalla palazzine di Via Porro e Via W. Fillak presso il Centro Civico Buranello e la scuola Caffaro organizzato dal comune di Genova, si è reso possibile grazie alla disponibilità di tutti gli assistenti sociali del comune che a turno sono intervenuti garantendo continuità e presenza per i cittadini anche nelle giornate festive.

E’ quanto è emerso, tra l’altro, nel corso di un incontro tra i rappresentanti dei cittadini, del municipio e le associazioni di categoria del quartiere e alcuni parlamentari del Partito Democratico, al quale è anche intervenuto, in rappresentanza dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Liguria, la Consigliera Rossi.

L’intervento predisposto nella fase della emergenza iniziale ora necessita però – è stato sottolineato – di continuità per un periodo non facilmente definibile in particolare nel sostegno della quotidianità e in vista dell’imminente riapertura delle scuole. Questa azione sta impegnando considerevolmente le risorse professionali del Comune ed è per questo motivo che l’Ordine della Liguria degli Assistenti sociali ha proposto un rafforzamento del personale per affrontare questa specifica esigenza suggerendo di utilizzare gli strumenti normativi messi a disposizione degli enti locali per l’applicazione della misura di sostegno alla povertà  REI – Reddito d’inclusione.

“Si tratta di uno strumento – spiega Giovanni Cabona, Presidente dell’Ordine ligure – che ha trovato disponibili i parlamentari presenti che si sono detti pronti a sostenerlo nell’ambito degli interventi governativi sull’emergenza di Genova e che è possibile usare subito in quanto il Comune di Genova ha già una graduatoria aperta per questo tipo di esigenza e che quindi non va ad impattare direttamente sul bilancio dell’Ente”. 

Ufficio stampa, Silvia Renzi, 3382366914.

 Alcuni lanci

CROLLO PONTE MORANDI: SERVE RAFFORZARE GLI INTERVENTI DEGLI ASSISTENTI SOCIALI.

GIOVEDÌ 06 SETTEMBRE 2018 16.19.17

PONTE MORANDI: ASSISTENTI SOCIALI LIGURIA, ORDINE VICINO A NUCLEI PIU’ FRAGILI (2) =

(Adnkronos/Labitalia) –
“L’intervento predisposto nella fase della emergenza iniziale ora
necessita però -è stato sottolineato- di continuità per un periodo non facilmente definibile in particolare nel sostegno della quotidianità e in vista dell’imminente riapertura delle scuole. Questa azione sta impegnando considerevolmente le risorse professionali del Comune ed è per questo motivo che l’Ordine della Liguria degli assistenti sociali ha proposto un rafforzamento del personale per affrontare questa specifica esigenza suggerendo di utilizzare gli strumenti normativi messi a disposizione degli enti locali per l’applicazione della misura di sostegno alla povertà Reddito d’inclusione”. “Si tratta di uno strumento -spiega Giovanni Cabona, presidente dell’Ordine ligure- che ha trovato disponibili i parlamentari presenti che si sono detti pronti a sostenerlo nell’ambito degli interventi governativi sull’emergenza di Genova e che è possibile usare subito in quanto il Comune di Genova ha
già una graduatoria aperta per questo tipo di esigenza e che quindi non va ad impattare direttamente sul bilancio dell’ente”. (Lab/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 06-SET-18 16:17 NNNN

 

 

Ponte Morandi: Cabona (Assistenti sociali Liguria), “positivo il bilancio degli interventi a sostengo dei cittadini”

23.08.2018

Comunicato Stampa

Ponte Morandi: Cabona (Assistenti sociali Liguria), “positivo il bilancio degli interventi a sostengo dei cittadini”

Roma, 23 agosto 2018. “A una settimana dalla tragedia che ha colpito Genova, con il crollo del Ponte Morandi, l’Ordine degli Assistenti Sociali della Liguria rinnova il proprio cordoglio alle vittime ed ai loro familiari ed esprime la propria vicinanza ai feriti e alla popolazione che non potrà fare rientro nelle proprie abitazioni e traccia un primo positivo bilancio degli interventi realizzati grazie all’impegno di tutti i colleghi prontamente intervenuti.” Continua la lettura di Ponte Morandi: Cabona (Assistenti sociali Liguria), “positivo il bilancio degli interventi a sostengo dei cittadini”

L’Ordine degli assistenti sociali della Liguria aderisce all’Alleanza contro la povertà

06/06/2018

Comunicato stampa 

Gli assistenti sociali della Liguria aderiscono all’Alleanza contro la povertà.

Genova, 6 giugno 2018. L’Ordine regionale della Liguria degli Assistenti sociali aderisce alla Alleanza contro la povertà. L’annuncio nel corso di un incontro svoltosi il 5 giugno presso la sede della ACLI di Genova. L’adesione verrà formalizzata in occasione della riunione del 29 giugno prossimo del Consiglio regionale dell’Ordine.

“La partecipazione dell’Ordine regionale alle attività dell’Alleanza – spiega Giovanni Cabona, presidente degli assistenti sociali liguri – è particolarmente sentita dalla comunità professionale, in primo luogo per rappresentare i professionisti che da sempre sono schierati in prima linea nella lotta alla povertà e che, con l’introduzione del Rei, la misura nazionale di contrasto alla povertà, sono stati direttamente attivati per la raccolta delle domande e per la costruzione di progetti individualizzati alla base della misura stessa”.

Cabona spiega poi che “l’adesione all’Alleanza è inoltre un’ottima occasione per svolgere funzioni di monitoraggio delle politiche sociali a livello territoriale e di promozione della coesione sociale portando direttamente la voce degli operatori e consentendo l’integrazione tra questi e le istanze delle organizzazioni che in questi anni hanno lottato per il riconoscimento dei diritti di cittadini sempre più marginalizzati”.

“L’Ordine – conclude – avvierà anche un’attività di osservazione e monitoraggio dell’applicazione della misura su tutto il territorio regionale con incontri periodici con i referenti degli Enti locali rendendosi disponibile ad un raccordo anche con i livelli di programmazione della Regione Liguria”.

Comunicato stampa

Pubblicazioni:

Gli assistenti sociali della Liguria aderiscono alla “Alleanza contro la povertà”

https://www.riviera24.it/2018/06/gli-assistenti-sociali-della-liguria-aderiscono-allalleanza-contro-la-poverta-286998/


Alleanza contro la Povertà scrive al nuovo Governo

Una piattaforma per rafforzare il Reddito di Inclusione e chiedere il raggiungimento dell’universalità

L’Alleanza contro la Povertà in Italia esprime apprezzamento per gli impegni assunti dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella lotta alle disuguaglianze e alla povertà. Cogliamo l’occasione per rilanciare le nostre proposte volte a rafforzare il Reddito di Inclusione e per mettere a disposizione del nuovo Governo competenze, idee e proposte, iniziando da quelle contenute nella piattaforma “Un impegno a combattere la povertà assoluta. La richiesta dell’Alleanza contro la povertà in Italia al nuovo Governo”, che mettiamo oggi a disposizione per un proficuo confronto.

Leggi il testo completo della Piattaforma 2018 in PDF

Comunicato stampa: Riorganizzazione delle strutture consultoriali della ASL 3 Genovese: Cermelli (Assistenti sociali Liguria) “permangono evidenti elementi di criticità”

26/05/2018

COMUNICATO STAMPA

 Riorganizzazione delle strutture consultoriali della ASL 3 Genovese: Cermelli (Assistenti sociali Liguria) “permangono evidenti elementi di criticità”

“Si corre il rischio di compromettere il buon esito degli sforzi profusi dagli operatori impegnati in queste strutture”

Genova, 25 gennaio 2018. “Sulla riorganizzazione delle strutture consultoriali della ASL 3 Genovese permangono evidenti elementi di criticità che rischiano di compromettere il buon esito degli sforzi profusi dagli operatori impegnati in queste strutture. Il passaggio dalla Struttura Complessa Attività Consultoriale alla nuova organizzazione che prevede la creazione di una Struttura Semplice Dipartimentale di Neuro Psichiatria Infantile, all’interno del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze, e la creazione della Struttura Semplice Dipartimentale Consultorio Familiare, all’interno del Dipartimento Materno Infantile (Presidio Ospedaliero Unico), pone interrogativi rispetto alla reale implementazione di interventi integrati che coinvolgano oltre le due SSD anche la rete ospedaliera (percorso nascita), il Distretto Sociosanitario e il Dipartimento di Prevenzione.” Continua la lettura di Comunicato stampa: Riorganizzazione delle strutture consultoriali della ASL 3 Genovese: Cermelli (Assistenti sociali Liguria) “permangono evidenti elementi di criticità”

Assistenti sociali, Cabona (Ordine Liguria) ‘cresce l’impegno della professione nella salute mentale e nel welfare’

07/05/2018

Assistenti sociali: Cabona (Ordine Liguria) “cresce l’impegno della professione nella salute mentale e nel welfare”. La partecipazione alle celebrazioni per il quarantennale della Legge 180. Sul Reddito di inclusione audizione alla Commissione Consigliare del Comune di Genova.

Genova, 7 maggio 2018. “Rivendichiamo alla professione di assistente sociale le competenze e le capacità di difendere e promuovere i diritti delle persone con problemi psichiatrici sostenendo l’esigenza, insieme a tutti gli attori del “Patto per la salute mentale – la Città che cura” di tutelare i servizi esistenti e sviluppane di nuovi più adeguati alle attuali dimensioni dei problemi psichici, delle conoscenze mediche, biologiche, psicologiche e sociali”.

Così Giovanni Cabona, Presidente del Consiglio regionale della Liguria dell’Ordine degli assistenti sociali, intervenendo alle celebrazioni per il quarantennale della Legge 180.

“E’ indispensabile – ha detto ancora – una reale collaborazione tra sociale e sanitario e con tutte le organizzazioni del territorio in particolare le Associazioni dei famigliari dei pazienti psichiatrici per costruire un welfare locale che sviluppi le capacità personali e famigliari anche attraverso un lavoro multi-professionale d’equipe che punti a sviluppare un’attenzione esplicita al tema dell’equità e della dignità”.

Sul tema della povertà, audizione della Vicepresidente degli assistenti sociali liguri, Paola Cermelli, presso la 7a Commissione Consigliare del Comune di Genova sulla attuazione del Reddito di inclusione.

“Quello della povertà è un tema molto dibattuto – spiega Cermelli – e che vede la Liguria in posizione di maggior criticità rispetto alle altre Regioni del nord del Paese: i dati dell’Osservatorio statistico sul ReI riportano che ogni 10.000 abitanti nella nostra regione vi sono da 22 a 27,9 persone coinvolte rispetto ai 14,7 del Nord Italia.”

“Gli assistenti sociali liguri esprimono tutto il loro sostegno a questa misura di contrasto alla povertà – dice ancora – ricordandone il carattere emancipativo e non assistenziale per le persone proprio grazie alla rete di servizi.”

Nel corso dell’audizione Cermelli ha sollecitato una attenzione particolare alla prossima scadenza del 1° luglio prossimo quando gli interventi assumeranno una dimensione universalistica e quindi richiederanno nuove strategie per reggere l’accoglienza dei richiedenti sia in termini organizzativi che di disponibilità di personale.

“Credo necessario evidenziare – ha proseguito Cermelli – le persistenti carenze di personale, pur tenendo conto dei circa dieci nuovi contratti libero professionali opportunamente collocati nei servizi dei territori con più alta affluenza”.

Nel corso dell’audizione Cermelli ha infine sottolineato la necessità di percorsi formativi adeguati alle nuove metodologie di lavoro orientate non solo alla presa in carico, ma soprattutto alla promozione, alla regia, al coordinamento delle risorse, assicurando – in tal senso –  la piena collaborazione degli assistenti sociali liguri.

Intervento Patto per la Salute Mentale 2018.05.07

Memoria per commissione Consigliare 7 , del 7 maggio

Primo Maggio, Gazzi «rivendichiamo il diritto a lavorare senza il timore di essere aggrediti»

Pubblichiamo il comunicato stampa con le dichiarazioni del Presidente CNOAS Gianmario Gazzi in occasione della festa del 1° MAGGIO

Roma, 30 aprile 2018. “Nel giorno in cui si festeggia il lavoro e la dignità di tutti i lavoratori gli assistenti sociali italiani richiamano l’attenzione delle forze politiche, delle istituzioni e dell’opinione pubblica su un tema – quello della sicurezza sul proprio posto di lavoro – che, per quanto riguarda proprio questa professione, sta diventando una vera e propria emergenza. Non è più sufficiente dire basta a tutti gli episodi di aggressione e violenza – in un crescente drammatico – cui sono oggetto gli assistenti sociali italiani: occorre che le norme che regolano l’attività dei Servizi sociali in tema di sicurezza sul posto di lavoro siano finalmente fatte compiutamente osservare. Questo è l’unico modo per scongiurare l’escalation di questi episodi che rischiano prima o poi di sfociare in una tragedia: se tragedia sarà, sarà una tragedia ampiamente annunciata e sarà assai facile individuare le responsabilità omissive che non l’hanno impedita”.

Così Gianmario Gazzi, Presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali in occasione della Festa del Primo Maggio.

“Questo, per mille motivi, è un momento assai difficile per il mondo del lavoro – ricorda Gazzi: i diritti vengono barattati e compressi, cresce il lavoro irregolare, precario, nero, sottopagato, affatto valorizzato. E di questo scenario gli assistenti sociali sono – molto spesso – contemporaneamente spettatori e protagonisti”.

“Cresce – dice ancora – un nuovo mondo del lavoro che è lo specchio della digitalizzazione selvaggia, incontrollata e della nuova potestà delegata agli algoritmi senza cuore e sentimento che decidono la sorte e la dignità di uomini e donne che nel lavoro, invece, ripongono le loro speranze innanzitutto per una vera dignità prima ancora che per vita migliore.”

“Cresce anche – prosegue Gazzi – l’incertezza per il futuro anche a fronte di Istituzioni ancora balbettanti e che continuano a non mostrare la necessaria capacità di guardare al bene comune e all’interesse generale del Paese che invece è atteso ad appuntamenti importanti e decisivi per il proprio futuro”.

“Di Festa del lavoro e dei lavoratori si parla, dunque, in occasione del Primo Maggio, sottolinea ancora Gazzi: ma guai a dimenticare che questo nuovo mondo del lavoro mostra forti caratteri di sfruttamento, marginalizzazione, nuovo caporalato anche intellettuale. Mostra il nuovo volto della povertà sociale che sta travolgendo singoli e le comunità e che rischia di lasciare dietro di sé macerie morali da cui sarà assai difficile avviare una ricostruzione”.

“Solo potenziando adeguatamente gli strumenti di welfare cercando di adeguarlo alle aspettative dei cittadini sarà possibile accompagnare le persone, le famiglie e le comunità a superare indenni questi momenti di profonda trasformazione della struttura stessa della società italiana”, conclude il Presidente degli assistenti sociali italiani.

Consultori, Ordine Assistenti Sociali rilancia l’allarme: “Preoccupazione per il loro smembramento”

25/02/2018

Genova, Consultori familiari, Cabona (Ordine Assistenti sociali Liguria) “preoccupazione per il loro smembramento”

Genova, 24 febbraio 2018. “Viva preoccupazione” è stata espressa dal Presidente del Consiglio regionale della Liguria dell’Ordine degli assistenti sociali, Giovanni Cabona, in merito alle conseguenze che potranno derivare dal temuto smembramento e svuotamento delle funzioni dei Servizi Consultoriali della ASL3 Genovese.

Cabona, che ha recentemente partecipato ad una assemblea degli operatori dei Consultori, denuncia “la progressiva ‘asfissia’ dei servizi esistenti per la mancanza di turn over dei pensionamenti e, a quanto sottolineano i lavoratori, anche l’intenzione della Regione Liguria, attraverso A.Li.Sa (Azienda Sanitaria Ligure) di declassare e smembrare le strutture operative e organizzative dei consultori familiari, attraverso l’accorpamento in strutture semplici, dipendenti funzionalmente da differenti dipartimenti territoriali ed ospedalieri”.

Cabona ricorda che i Consultori sono “un punto di incontro della cittadinanza con la possibilità di agire attraverso interventi di prevenzione che consentono di intercettare precocemente i bisogni delle famiglie, evitando il loro aggravamento con conseguente aumento della spesa sanitaria pubblica”.

“Non minore è anche la preoccupazione – dice ancora Cabona – per una progressiva ospedalizzazione di un’area d’intervento particolarmente prezioso e legata ai territori. Senza dimenticare che le colleghe assistenti sociali hanno visto negli anni progressivamente ristringersi il numero di operatori e il proprio campo d’azione all’interno di questi servizi”.

“Ad esse va – conclude il Presidente degli assistenti sociali della Liguria – tutta la nostra solidarietà e l’augurio che la Regione affronti con modalità nuove l’intera questione anche avvalendosi delle esperienze e delle competenze dell’Ordine che non farà certo mancare il proprio costruttivo contributo.”

 240218, Genova, Consultori familiari, Cabona (Ordine Assistenti sociali Liguria) ‘preoccupazione per il loro smembramento’

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Consultori, Ordine Assistenti Sociali rilancia l’allarme: “Preoccupazione per il loro smembramento”