Comunicato stampa: Riorganizzazione delle strutture consultoriali della ASL 3 Genovese: Cermelli (Assistenti sociali Liguria) “permangono evidenti elementi di criticità”

26/05/2018

COMUNICATO STAMPA

 Riorganizzazione delle strutture consultoriali della ASL 3 Genovese: Cermelli (Assistenti sociali Liguria) “permangono evidenti elementi di criticità”

“Si corre il rischio di compromettere il buon esito degli sforzi profusi dagli operatori impegnati in queste strutture”

Genova, 25 gennaio 2018. “Sulla riorganizzazione delle strutture consultoriali della ASL 3 Genovese permangono evidenti elementi di criticità che rischiano di compromettere il buon esito degli sforzi profusi dagli operatori impegnati in queste strutture. Il passaggio dalla Struttura Complessa Attività Consultoriale alla nuova organizzazione che prevede la creazione di una Struttura Semplice Dipartimentale di Neuro Psichiatria Infantile, all’interno del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze, e la creazione della Struttura Semplice Dipartimentale Consultorio Familiare, all’interno del Dipartimento Materno Infantile (Presidio Ospedaliero Unico), pone interrogativi rispetto alla reale implementazione di interventi integrati che coinvolgano oltre le due SSD anche la rete ospedaliera (percorso nascita), il Distretto Sociosanitario e il Dipartimento di Prevenzione.”

Questo uno dei passi più significativi dell’audizione della vicepresidente del Consiglio regionale della Liguria dell’Ordine degli Assistenti sociali, Paola Cermelli, alla Commissione Consiliare II, Salute e Sicurezza Sociale, della Regione Liguria.

“Pur apprezzando l’impegno riorganizzativo che dimostra un intento di omogeneizzazione delle strutture e degli interventi rivolti alla cittadinanza in un’ottica di razionalizzazione – ha detto ancora Cermelli – noi crediamo che, per poter raggiungere il grado di integrazione tra le strutture previste allo scopo di fornire il servizio migliore possibile alla popolazione che si rivolge a questo Servizio e che porta bisogni complessi e molto delicati, sia indispensabile una particolare attenzione al personale.”

Cermelli ha ricordato che “l’Atto Aziendale della ASL 3 prevede che questo servizio sia connotato da una forte multidisciplinarità e da una forte integrazione sociosanitaria. Per garantire questi livelli di integrazione tra sociale e sanitario e questi livelli di complessità di intervento è necessario investire sul personale.”

“Negli ultimi 15 anni, tuttavia – ha detto ancora – il personale dei Consultori è progressivamente diminuito: dapprima con il ritorno delle competenze sociali al Comune di Genova e il conseguente passaggio di personale (assistenti sociali) e successivamente a causa del progressivo invecchiamento degli operatori e la mancata sostituzione del personale in quiescenza. Gli assistenti sociali che operano nelle strutture consultoriali della ASL 3 Genovese sono, attualmente 5, incluso il Coordinatore Professionale Esperto e pertanto non è possibile assicurare una copertura omogenea nei Distretti Sociosanitari.”

Nel corso dell’audizione è stato ricordato che l’assistente sociale che opera nell’area consultoriale è una delle figure più significative e necessaria a garantirne il funzionamento in quanto contribuisce a sviluppare negli utenti la conoscenza e l’esercizio dei propri diritti e doveri, a sostenere processi di maturazione e responsabilizzazione sociale e civica, a favorire percorsi di crescita utili anche ad affrontare situazioni di svantaggio; agisce, inoltre, attraverso il sistema di risorse messo a disposizione dalla collettività per prevenire e risolvere situazioni di bisogno, aiutando l’utenza nell’uso personale e sociale delle risorse oltre che organizzare e promuove prestazioni e servizi in risposta a particolari situazioni di bisogno e alle esigenze di autonomia e responsabilità delle persone.

“Molto importante – ha proseguito Cermelli – anche l’agire di questa figura professionale in un’ottica di ricomposizione degli interventi sul piano sociosanitario per il raggiungimento del benessere della persona, attraverso il lavoro in rete e nell’équipe multiprofessionale rendendo concreti ed esigibili i diritti di cittadinanza.”

Per la vicepresidente degli assistenti sociali liguri “particolare attenzione deve essere riservata alla costituzione della nuova Struttura Semplice Dipartimentale di Neuropsichiatria infantile”, sottolineando inoltre “sulla base delle esperienze già maturate in questi specifico settore, in particolare nei servizi della ASL 5 Spezzino, occorre individuare e/o integrare nuovo personale di servizio sociale professionale per garantire ai bambini e alle loro famiglie risposte adeguate ai bisogni sanitari a rilevanza sociale. La dotazione di assistenti sociali del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze, infatti, non consente di affrontare anche questo tipo di nuove esigenze”.

“Come già in altri frangenti e circostanze, l’Ordine ribadisce e conferma la propria disponibilità ad essere supporto per lo studio, l’approfondimento di strumenti tecnici di valutazione e l’elaborazione di linee guida proprie della professione del Servizio Sociale e di una riflessione più ampia sul sistema di tutela del minore anche all’interno dei Servizi Sanitari e Sociosanitari”, ha concluso.

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