Consiglio Regionale

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L’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali ha sede nel centro di Genova, nelle immediate vicinanze di Piazza della Nunziata e vicino a Via Balbi, cuore universitario della città.

E’ l’organo rappresentativo di professionisti, più di i mille in Liguria, che operano nell’ambito dei Servizi Sociali.

Il Servizio Sociale così come oggi inteso, è una professione costituitasi in un Ordine formalmente riconosciuto da specifica legge nel 1993, ma che esiste di fatto da moltissimo tempo in tutto il territorio nazionale: a partire dai diversi e spontanei Servizi Sociali del dopo guerra fino all’attuale strutturata articolazione nei più svariati settori del pubblico e del privato.

Per divenire assistenti sociali occorre conseguire una laurea specifica, attivata in Liguria presso la facoltà di Giurisprudenza di Genova e superare poi un esame di Stato, che dà accesso all’iscrizione all’Ordine e quindi all’esercizio della professione.

Quella dell’Assistente Sociale è una figura ormai presente in diverse realtà organizzative: dall’Ente Locale alla Sanità, dalla Giustizia al terzo settore, poiché molti sono gli ambiti in cui si può e si deve intervenire, sia per affrontare il disagio sia per prevenirlo, in base a leggi di settore (minori, famiglie, anziani, disabili, etc.).

L’Ordine riveste compiti specifici per i propri iscritti ma si propone anche di promuovere iniziative inerenti a tematiche sociali sempre più emergenti e avvertite dall’intera cittadinanza.

Compito dell’Assistente Sociale è quello di valorizzare le potenzialità di chiunque vi si rivolga (singolo, nucleo familiare o comunità) anche e soprattutto attivando le risorse del territorio e con l’obiettivo di far acquisire la maggiore e migliore autonomia possibile.

La professione sembra però ancora poco conosciuta nella sua specificità e risente spesso di una immagine poco reale che sembra rifarsi a stereotipi dell’immaginario collettivo.

Anche per questo motivo l’Ordine si prefigge di dare massima visibilità alle proprie iniziative, che, per gli argomenti trattati, possono rivestire un interesse generale e costituire importanti momenti di confronto/collaborazione con altri operatori del sociale, della sanità, della scuola e con quanti sensibili alle tematiche affrontate.

Vengono infatti organizzati periodicamente convegni, seminari, corsi di supervisione professionale che hanno avuto un notevole riscontro di interesse.

Tali eventi vogliono inoltre sensibilizzare le Amministrazioni e la cittadinanza tutta circa le ricadute che determinate scelte di politica sociale possono avere per l’intera popolazione, in quanto potenziale fruitrice di Servizi alla Persona.
Presentazione del Consiglio Regionale Ordine Assistenti Sociali (CROAS) Liguria

Dal 2011 il CROAS Liguria organizza periodicamente un momento di incontro coi nuovi iscritti per dare loro il benvenuto nella comunità professionale, conoscerli e soprattutto farsi a sua volta conoscere.

Forniamo questa breve illustrazione per chiarire le principali funzioni e competenze dell’Ordine Professionale e gli eventuali dubbi, sperando di fare cosa gradita.

Sappiamo che dell’Ordine si studia la normativa di riferimento all’università e se ne sente parlare molto, specie in vista dell’esame di Stato. Ma riteniamo utile cercare di farci conoscere in modo più semplice e diretto.
Cos’è l’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali

La professione di Assistente Sociale è l’unica, nel settore prettamente socio-assistenziale, ad essere “ordinata” cioè ad avere un proprio Albo Professionale e basata su principi e fondamenti contenuti in un Codice Deontologico di riferimento.

L’istituzione dell’Albo, Nazionale e Regionale, risale al 1994 in applicazione dell’apposita legge (L.184/93).

Per accedere all’Ordine e poter così esercitare la professione oggi occorre, dopo lo specifico percorso universitario (triennale per accedere alla sezione B e quinquennale per la sezione A) e sostenere il relativo esame di Stato.

I primi esami di Stato si tennero a fine anni ’90, infatti chi conseguì il titolo di Assistente Sociale in precedenza fu automaticamente abilitato all’esercizio della professione. Ma la riforma universitaria di quegli anni riguardò anche la nostra categoria e per questi fu previsto anche per noi la necessità di sostenere l’esame di Stato per accedere all’Ordine.

Per le specifiche competenze legali ed istituzionali degli Ordini Professionali in genere e del nostro in particolare, rimandiamo alla legislazione di riferimento ed in particolare alla summenzionata legge e al nostro Codice Deontologico. Il nostro attuale intento è fornire una breve e semplice “guida all’Ordine” affinchè anche gli iscritti più giovani possano sentirsene parte e confrontarsi con noi con cognizione di causa.

Inoltre nel momento in cui – già dal tirocinio – si ha il primo impatto con la realtà dei servizi, si realizza il grande scollamento esistente tra teoria e pratica, cioè tra tutto quel che si è studiato e quel che di fatto esiste e si concretizza nel lavoro quotidiano.

La differenza è davvero grande, non si può negarlo, ma non bisogna neppure abbandonarsi allo sconforto. Va ricordato anzi che è fondamentale l’apporto di tutti per rinnovare una professione che può anche dare grandi stimoli e gratificazioni.

Lo scoraggiamento dunque è comprensibile ma è anche vero che specie in momenti di crisi come quello odierno avere un ente di categoria legalmente riconosciuto come un Ordine Professionale fornisce maggior tutela, che altrimenti sarebbe ancor meno garantita.

Diversamente, infatti, la nostra professione sarebbe stata completamente stravolta nei suoi contenuti e funzioni, permettendone l’esercizio anche a chi non ha una preparazione adeguata, con inevitabili danni per gli operatori stessi e soprattutto per chiunque abbia necessità di rivolgersi a loro.

Ricordiamo inoltre che è compito e possibilità (come espressamente previsto anche dal nostro Codice Deontologico) di tutti gli Assistenti Sociali, specie in momenti di difficoltà, mobilitarsi ed intraprendere azioni a tutela dei diritti fondamentali (cioè dei diritti di tutti e quindi anche dei propri, come quello allo studio, al lavoro, etc.) intervenendo nella definizione di politiche di Welfare, fornendo corrette informazioni alla cittadinanza sui cambiamenti dello scenario pubblico e privato e sulle conseguenze che certe scelte politiche – di qualunque partito o fazione – possono avere su singoli, famiglie e comunità.
Da chi è composto il CROAS Liguria

Gli Assistenti Sociali in Liguria sono più di 1000. Quindi secondo quanto prevede la legge, deve comporsi di 11 persone (se fossero più di 1500 sarebbero 15).

I consiglieri sono eletti dagli iscritti e il mandato di ciascun Consiglio dura 4 anni. L’attuale CROAS è stato eletto nel 2013 e terminerà quindi il suo mandato nel 2017

Qualunque iscritto può candidarsi e, in base ai voti ottenuti, i primi 11 andranno a comporre il CROAS. Ci si può dimettere in qualunque momento e nel caso verrà nominato il primo in graduatoria tra i restanti eletti. I consiglieri votano poi al loro interno le quattro cariche previste, a partire dal Presidente (quindi la quantità di voti avuti dagli iscritti non determina automaticamente tale carica, basata anche sulla conoscenza della persona, sulla sua esperienza e caratteristiche).

Il Presidente è la figura più importante perché ci rappresenta tutti e ha grandi responsabilità, anche di tipo contabile e penale. Tra i suoi vari compiti vi è infatti quello di sovrintendere a tutte le attività del Consiglio (talvolta delegando, ma la responsabilità ultima è sempre sua), autorizzare le spese da affrontare e rappresentando la nostra categoria professionale anche in caso di eventuali contenziosi legali.

I consiglieri si riuniscono tutti una volta al mese per gli adempimenti istituzionali (iscrizioni, cancellazioni, trasferimenti ad altri CROAS) oltre a discutere di un ordine del giorno stabilito di volta in volta in base agli argomenti da affrontare.

Si riuniscono poi anche le Commissioni consiliari e i Gruppi di Lavoro all’interno delle varie Commissioni, con cadenza variabile, in base alle tematiche di cui ciascuno si occupa (formazione, politiche sociali, tutela della professione, deontologia) ed economicamente percepiscono un “gettone di presenza” per queste loro attività.

Devono però stipulare a loro spese un’assicurazione annuale contro eventuali “colpe gravi” ed ogni volta che presenziano in pubblico (a convegni, nei rapporti coi mass media, etc.) a nome dell’Ordine, devono farlo fuori del loro orario di servizio, quindi prendendo ferie o permessi dall’ente in cui lavorano.

Sul sito si trova l’elenco dei componenti e la loro appartenenza di settore di intervento. Sono rappresentate diverse realtà istituzionali, Ente Locale, ASL, Ministero e libera professione. Non mancano anche colleghi ora in pensione ma che con la loro trentennale esperienza sono di apporto fondamentale al nostro lavoro.

Le altre cariche previste sono quella del Vice Presidente (che fa le veci del Presidente in caso di sua assenza), il segretario (che verbalizza tutte le riunioni di consiglio e tiene aggiornato il sito) e il tesoriere, che gestisce la “cassa” del CROAS.
Il tesoriere

E’ un’altra carica molto importante e delicata: è colui che gestisce i nostri soldi! Le entrate economiche dell’Ordine sono costituite dalla quota annuale degli iscritti (in Liguria 130 Euro), quindi il bilancio totale annuale da gestire è di circa 130.000 Euro.

Il 18 % circa va devoluto al Consiglio Nazionale, il restante serve per pagare le varie spese dell’Ordine Regionale: affitto della sede, costi della segreteria amministrativa, la consulenza di un legale, le indennità economiche dei consiglieri e spese per l’organizzare corsi di formazione – che così risultano gratuiti per i partecipanti.
Ambiti di intervento del CROAS

Oltre ai compiti “istituzionali” consistenti nella gestione delle iscrizioni e cancellazioni degli iscritti, all’Ordine spetta tutta una serie di altri compiti che col tempo sono sempre più aumentati e diversificati. Dal 2009, ad esempio, con l’emanazione del nuovo Codice Deontologico è prevista la obbligatorietà della formazione continua – come già avviene da tempo per altre professioni, come quelle sanitarie e legali – la cui valutazione e anche parziale organizzazione spetta appunto all’Ordine.

Altra delicata funzione che da sempre spetta agli Ordini Professionali è la tutela della Deontologia professionale. Chiunque può segnalare eventuali comportamenti professionali non consoni a quanto previsto dal nostro Codice Deontologico.

Le segnalazioni pervenute vengono inviate dal Consiglio dell’Ordine al Presidente del Consiglio territoriale di Disciplina che provvede ad inoltrare all’apposito Collegio di Disciplina. Quest’ultimo valuta se sussistono gli estremi per aprire un procedimento disciplinare. Le conseguenze del procedimento possono essere di vario tipo: dall’archiviazione alla censura fino alla radiazione nei casi più gravi.

A cura della commissione “Tutela e Promozione della Professione”

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