Abusano di bimbe di 10 e 15 anni, arrestati padre e zio
In carcere anche sorella e suo ex fidanzato
16 luglio, 17:00
(ANSA) – CASERTA, 16 LUG - Dopo la prematura morte della madre, due bambine, che all'epoca dei fatti avevano 15 e 10 anni, furono costrette piu' volte dai parenti a subire rapporti sessuali completi: con l'accusa di violenza sessuale su minori sono stati arrestati stamani il padre, lo zio, la sorella e l'ex fidanzato di quest'ultima.
La squadra mobile di Caserta, diretta dal vice questore aggiunto Angelo Morabito, ha eseguito stamani quattro ordinanze di arresto, di cui tre in carcere e una agli arresti domiciliari, nei confronti delle quattro persone di Gricignano d'Aversa (Caserta), tre delle quali componenti lo stesso nucleo familiare. La misura e' stata emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), su richiesta della Procura, immediatamente dopo le pesanti condanne - che variano dai 16 ai 12 anni di reclusione - inflitte ieri nei loro confronti dallo stesso tribunale. Le indagini della Sezione Reati sessuali e contro i minori della Squadra Mobile di Caserta, avviate dopo una segnalazione dei servizi sociali, avevano accertato che le due minori, dopo la morte della madre, in ripetute circostanze erano state costrette dai loro congiunti a subire rapporti sessuali completi.
----
Zii abusano di nipotine, condannati
Bimbe avevano eta' compresa tra 8 mesi e 11 anni
18 luglio, 19:16
(ANSA) - PALERMO, 18 LUG - Per due anni, tra il 2005 e il 2007, 5 sorelline di eta' compresa tra gli 8 mesi e gli 11 anni sono state vittime di abusi da parte dei due zii paterni. I 2 uomini sono stati condannati dalla corte d'appello di Palermo rispettivamente a 4 e 10 anni di reclusione con il rito abbreviato. I fatti sono avvenuti nel Palermitano in un contesto sociale di estrema poverta' e di enorme degrado. Gli abusi sono stati scoperti dagli assistenti sociali in seguito ad alcune segnalazioni.
Genova: eliminata la specialistica in Servizi Sociali, grave perdita per la professione in Liguria
COMUNICATO STAMPA : Convegno "Il Servizio Sociale Professionale della Sanità in Liguria" – Genova 30/05/2011 Auditorium Palazzo Rosso.
Il Consiglio Regionale degli Assistenti Sociali, da sempre impegnato nelle attività di tutela del cittadino e di sostegno del professionista assistente sociale, intende affrontare il tema dell’integrazione sociosanitaria partendo dal punto di vista del professionista che svolge la propria attività lavorativa all’interno del Servizio sanitario con il Convegno "Il Servizio Sociale Professionale della Sanità in Liguria" – Genova 30/05/2011 dalle 9 alle 17 presso Auditorium Palazzo Rosso, rivolto ai propri iscritti che parteciperanno gratuitamente.
" Alla luce del recente documento siglato tra Ministero della Salute e parti sociali, inerente le problematiche connesse alla realizzazione nelle Aziende Sanitarie del Servizio Sociale Professionale in relazione a quanto previsto dalla legge 251/00 sarà per noi utile fare il punto sull’applicazione della delibera Giunta Regionale n. 907 del 3 luglio 2009 ,Direttiva vincolante ex art. 8 comma 1 L.R. 41 /2006 in materia di Dirigenza delle Professioni sanitarie di cui alla legge 251/2000, che nelle sole Aziende sanitarie prevede l’istituzione della struttura organizzativa o coordinamento relativa alla professione di Assistente Sociale. A tutt’oggi il Servizio Sociale Professionale in sanità purtroppo non ha beneficiato dell’applicazione di questa delibera e si trova in una situazione di disorganizzazione che non permette un lavoro riconosciuto a tutti gli effetti. Gli Assessori regionali Rambaudi e Montaldo hanno accettato il nostro invito e saranno con noi per definire concretamente l’applicazione della normativa vigente. Chiederemo soprattutto all’Assessore Montaldo di impegnarsi personalmente in questo senso." Dichiara il Presidente dell’Ordine Regionale Cristina Lodi.
Verrà presentata un’analisi dell’attività svolta dagli assistenti sociali nelle Aziende Sanitarie Locali e Ospedaliere Liguri e della loro collocazione ed articolazione all’interno delle Aziende alla luce anche dell’organizzazione prevista dalla legislazione vigente. Il convegno, che partendo da una riflessione interna alla professione si ritiene possa avere un interesse per l’intera popolazione regionale, sarà aperto al pubblico per consentire una maggiore vicinanza della professione alla cittadinanza. A tal proposito verranno presentati i migliori progetti di Servizio Sociale sviluppati all’interno delle Aziende Sanitarie attraverso una mostra di poster.
Il Presidente Ordine Assistenti Sociali della Regione Liguria
Dott.ssa Cristina Lodi
TG3 Liguria ore 19,30 giovedì 3 marzo 2011
Servizio sull'assemblea straordinaria degli iscritti
TG3 Liguria ore 19,30 mercoledì 23 febbraio 2011 Intervista Crisitna Lodi
COMUNICATO STAMPA CNOAS
L’assistente sociale, una professione complessa
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine Assistenti sociali sulla gravissima aggressione di Cairo Montenotte.
Il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti sociali esprime vicinanza e solidarietà all’Assistente sociale ferita da un utente, nell’ufficio del servizio sociale di Cairo. “La gravissima aggressione subita dalla collega ci rattrista molto, e non è un caso isolato – commenta la Presidente dell’Ordine Edda Samory - oggi spesso gli Assistenti sociali si trovano a lavorare in situazioni di esposizione a rischio senza adeguate forme di tutela personale”.
Di fronte al crescere di situazioni sempre più complesse e multiproblematiche, che l’Assistente sociale incontra nella sua normale operatività, è quanto mai necessario che i servizi sociali territoriali siano sostenuti e rinforzati attraverso strategie rivolte a rispondere ai bisogni della comunità e dell'organizzazione.
Nell’augurio che Ia collega colpita possa superare questo terribile momento ribadiamo l'importanza di riconoscere la complessità della professione di Assistente Sociale e la necessità di politiche che tutelino non solo i cittadini ma anche i professionisti che operano con attenzione e competenza a servizio della collettività.
Roma, 22 febbraio 2011
Ufficio stampa CNOAS
Loredana Ulivi
3312053657
Savona: assistenti sociali, solidarieta' a collega aggredita a Cairo Montenotte
adnkronos
Roma, 22 feb. - (Adnkronos/Labitalia) - Il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti sociali esprime "vicinanza e solidarieta' all'assistente sociale ferita da un utente, nell'ufficio del servizio sociale di Cairo Montenotte (Savona)". Cosi' una nota del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti sociali commenta l'aggressione subita ieri da una collega ligure. "La gravissima aggressione subita dalla collega ci rattrista molto, e non e' un caso isolato -commenta la presidente dell'Ordine Edda Samory- oggi spesso gli Assistenti sociali si trovano a lavorare in situazioni di esposizione a rischio senza adeguate forme di tutela personale". "Di fronte al crescere di situazioni sempre piu' complesse e multiproblematiche, che l'assistente sociale incontra nella sua normale operativita', e' quanto mai necessario che i servizi sociali territoriali siano sostenuti e rinforzati -chiede Samory- attraverso strategie rivolte a rispondere ai bisogni della comunita' e dell'organizzazione". "Nell'augurio che la collega colpita possa superare questo terribile momento -conclude Samory- ribadiamo l'importanza di riconoscere la complessita' della professione di assistente sociale e la necessita' di politiche che tutelino non solo i cittadini ma anche i professionisti che operano con attenzione e competenza a servizio della collettivita'".
(Lab/Pn/Adnkronos)
martedì 22.02.2011 ore 15.39
Savona: assistenti sociali, solidarieta' a collega aggredita a Cairo Montenotte
Roma, 22 feb. - (Adnkronos/Labitalia) - Il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti sociali esprime "vicinanza e solidarieta' all'assistente sociale ferita da un utente, nell'ufficio del servizio sociale di Cairo Montenotte (Savona)". Cosi' una nota del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti sociali commenta l'aggressione subita ieri da una collega ligure. "La gravissima aggressione subita dalla collega ci rattrista molto, e non e' un caso isolato -commenta la presidente dell'Ordine Edda Samory- oggi spesso gli Assistenti sociali si trovano a lavorare in situazioni di esposizione a rischio senza adeguate forme di tutela personale". "Di fronte al crescere di situazioni sempre piu' complesse e multiproblematiche, che l'assistente sociale incontra nella sua normale operativita', e' quanto mai necessario che i servizi sociali territoriali siano sostenuti e rinforzati -chiede Samory- attraverso strategie rivolte a rispondere ai bisogni della comunita' e dell'organizzazione". "Nell'augurio che la collega colpita possa superare questo terribile momento -conclude Samory- ribadiamo l'importanza di riconoscere la complessita' della professione di assistente sociale e la necessita' di politiche che tutelino non solo i cittadini ma anche i professionisti che operano con attenzione e competenza a servizio della collettivita'".
(22 febbraio 2011 ore 15.16)
«Noi, assistenti sociali esposti a troppi rischi»
21 febbraio 2011
«Gli assistenti sociali sono spesso esposti a rischi insostenibili», senza avere «le giuste forme di tutela personale». Lo afferma in una nota Cristina Lodi, presidente dell’Ordine degli Assistenti sociali della Liguria, commentando «con rammarico, dolore e preoccupazione il terribile fatto accaduto questa mattina negli uffici del servizio sociale di Cairo Montenotte». «La multidimensionalità della sofferenza - sostiene la presidente Lodi - diventa difficile da affrontare con strumenti ridotti sia di tipo economico sia in termini di personale».
Per questo motivo, secondo la Lodi, è «più che mai necessario che i servizi sociali territoriali siano sostenuti, rinforzati attraverso strategie rivolte a rispondere ai bisogni della comunità e dell’organizzazione». «Sono vicina con tutto il Consiglio Regionale alla famiglia di Veronica (Meinero, l’assistente sociale ferita, ndr), ai colleghi e all’amministrazione comunale nella speranza - conclude - che la collega trovi la forza per superare questo terribile momento. Episodi come questi mi spingeranno sempre più a ribadire l’importanza di politiche che tutelino non solo i cittadini, ma anche gli assistenti sociali, professionisti a servizio del bene comune».
Martedì 22 febbraio 2011
Con la roncola contro l'assistente sociale
Arrestato per tentato omicidio
Un uomo di 49 anni, affetto da problemi psichici, ha colpito un'assistente sociale e altre due persone negli uffici del servizio sociale di Cairo Montenotte
di LUCIA MARCHIO'
Voleva vendicarsi dell'assistente sociale rea di aver avviato lo scorso dicembre la pratica per togliergli la patria potestà sui figli di 16 e 10 anni a seguito di alcuni episodi di violenza contro la moglie (dalla quale si era separato un paio di anni fa) e poiché disoccupato e non in grado di provvedere ai loro bisogni. Per farlo, il 49enne italo-colombiano Josè Francisco Galvis Formica residente a Cairo Montenotte (Sv), si è munito di roncola, falcetto e coltello occultandoli sotto il giaccone e si è recato nella sede dei servizi sociali del distretto sociosanitario 6 Bormide nei locali dell'ex cinema Abba, in centro paese, per farsi giustizia.
Ha chiesto della donna senza lasciar trasparire la rabbia covata da mesi, e quando gli viene indicata Veronica Meinero, 27 anni, di Cengio, biondina dal fisico minuto, le si scaglia contro e inizia a colpirla veementemente con la roncola al collo e al torace in preda a un lucido delirio, farfugliando poche e sconnesse sillabe. Come in un film, insomma, ma era tragica realtà e tutto si sviluppa nel giro di pochi attimi. Le urla della poveretta attirano l'attenzione dell'assessore ai servizi socio-assistenziali Giovanni Ligorio, pure medico radiologo dell'ospedale cairese che col suo tempestivo intervento, gettandosi sull'aggressore chiedendo a sua volta aiuto ai presenti, ha impedito conseguenze ben peggiori.
"Ero entrato poco dopo le 8 in sede per fare delle fotocopie e avevo già visto fuori l'aggressore, ben vestito, sbarbato e assolutamente tranquillo", racconta Ligorio, ripercorrendo le fasi più concitate dell'accaduto. "Verso le 9.15 faccio per uscire e saluto il personale, quando sento le urla provenire dalla stanzetta delle fotocopiatrici: corro e vedo il Formica che stava colpendo col machete Veronica. Lei aveva alzato l'avambraccio sinistro per proteggersi e perdeva molto sangue perché lui l'aveva già colpita al collo, sulla scapola. Ho tentato di bloccarlo afferrandogli l'impugnatura del machete e l'ho spinto a terra, mentre chiedevo aiuto. Per fortuna sono arrivati Luca Tessitore e Giorgio Bellini dell'ufficio che l'hanno placcato sul fianco e sul bacino per immobilizzarlo, e poi altri due passanti a darci manforte. Abbiamo fatto fatica tenerlo fermo in cinque, lui aveva il machete in mano ma in una tasca dei pantaloni era fuoriuscito un coltello, sarà stato lungo 20 centimetri, e dentro la giacca nascondeva un falcetto di quelli per tagliare l'erba. Poteva fare una strage, io stesso sono rimasto ferito insieme a Luca."
Contemporaneamente, Veronica Meinero si accascia su una sedia e pur perdendo molto sangue rimane cosciente. Le vengono tamponate le ferite alla meglio in attesa dei soccorritori del 118 che la stabilizzano per il trasferimento in volo all'ospedale di Pietra Ligure tramite elicottero dei Vigili del Fuoco. Arrivano i carabinieri del comando cairese diretto dal capitano Carlo Caci e arrestano l'italo-colombiano, accusato ora di tentato omicidio e già in carcere a Savona.
"Era sempre ubriaco e picchiava la moglie, lei era scappata di casa e so che i figli stavano in una residenza protetta. Non pensavo arrivasse a fare quello che ha fatto probabilmente era disperato, era molto legato ai figli", racconta un vicino di casa. A gennaio i servizi sociali avevano richiesto un intervento al tribunale affinché imponesse al cinquantenne un percorso riabilitativo psichiatrico, ma Josè Formica risultava incensurato alle forze dell'ordine malgrado i pregressi di violenza sulla consorte e il vizio dell'alcol. In paese però sono in molti a pensare che prima di togliere a entrambi i genitori la patria potestà sui figli si poteva cercare di aiutare quella famiglia offrendo loro un lavoro.
Nel frattempo le condizioni di salute di Veronica Meinero peggioravano a causa di una ferita penetrante agli organi pneumo-toracici, oltre al trauma cranico alla testa e alle ferite ai muscoli del collo, al braccio e alle spalle. E' stata operata nel pomeriggio e si trova nel reparto di rianimazione al nosocomio di Pietra Ligure. "Siamo rimasti tutti davvero sconvolti per quanto accaduto questa mattina - ha dichiarato il sindaco Fulvio Briano - I problemi di accesso ai servizi sociali sono molti in tutta Italia, ma una reazione del genere proprio non ce l'aspettavamo".
Gli revocano l’affido, aggredisce medico e assistente sociale
Cairo Montenotte Rivoleva con sé i figli, di 10 e 16 anni, che gli erano stati tolti da qualche mese perché non era in grado di mantenerli. Per questo motivo un italo-colombiano, Francisco Josè Formica, 49 anni, ha fatto irruzione negli uffici dei servizi sociali e ha ferito a colpi di roncola e machete un’assistente sociale, Veronica Meinero di 27 anni. La donna ha riportato gravi ferite a braccio e spalla, ed è stata sottoposta a interventi urgente all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, ma non è in pericolo di vita. Nell’aggressione, l’italo-colombiano ha ferito, in modo non grave, altre due persone. Si tratta di L.T., assistente sociale di 38 anni, e Giovanni Ligorio, medico e assessore ai servizi socio-assistenziali della cittadina del Savonese. Soccorsi e medicati in ospedale, il primo ha riportato ferite giudicate guaribili in 12 giorni, il secondo un taglio alla mano.
Sembra appurato, intanto, il fatto che siano stati la separazione dalla moglie e l’affidamento dei figli a una struttura di accoglienza la causa scatenante dell’aggressione da parte del cinquantenne. Secondo il sindaco di Cairo Fulvio Briano, già a gennaio 2011 gli assistenti sociali avevano chiesto provvedimenti specifici per questa persona, proprio a causa di riconosciuti problemi di ordine psicologico. «Siamo rimasti tutti davvero sconvolti per quanto accaduto questa mattina - ha concluso il sindaco -. I problemi di accesso ai servizi sociali sono molti in tutta Italia, ma una reazione del genere proprio non ce l’aspettavamo».