APPELLO


SALVIAMO IL CENTRO DI PORTICI

Il decreto legge del Governo del 31 maggio 2010 sulla manovra economica e finanziaria prevede la soppressione del Centro per la Formazione in Economia e Politica dello Sviluppo Rurale. Il Centro è un ente pubblico facente parte del sistema della ricerca del MIPAAF, che opera sotto la sua vigilanza in virtù del D. L.vo n°454 del 1999.

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Il Centro di Portici, fondato da Manlio Rossi-Doria, è stato nei suoi 50 anni di storia un punto di riferimento per tutti gli studiosi che si sono occupati di Economia e Politica Agraria e di Sviluppo Rurale in Italia, e prima ancora nel Mezzogiorno. Nell’organizzazione della sua attività scientifica, il Centro di Portici ha sempre sostenuto e promosso un ampio ricorso alla multidisciplinarietà. In riferimento a questo specifico aspetto, va ricordata l’antica e proficua collaborazione con statistici ed economisti generali che tuttora animano la vita del Centro e contribuiscono ad indirizzarne le attività. Il contributo offerto in termini di ricerca e formazione ha generato studiosi di grande prestigio oggi fortemente impegnati nel mondo scientifico e sempre in prima fila nell’indirizzare le attività del Centro.

Negli anni più recenti il Centro, accanto alla ricerca di base e applicata, ha valorizzato la sua funzione di polo per la formazione avanzata in Economia e Politica Agraria: la sua rete multidisciplinare, costituita da 27 collaboratori scientifici italiani afferenti a numerose aree disciplinari e da numerosi docenti statunitensi ed europei, ha consentito la formazione di oltre 400 studiosi e imprenditori di elevato livello, tutti attualmente impegnati nell'accademia, presso i principali enti di ricerca nazionali ed internazionali e nel mondo dell’agroalimentare.

Tra i suoi progetti attualmente in corso di svolgimento, va citato il programma di internazionalizzazione, che ha già prodotto un protocollo di intesa con le università del Massachusetts e dell'Arizona, che riconoscono ormai a pieno titolo, nei propri programmi di specializzazione post-laurea, i corsi superati a Portici. In virtù di tali accordi, si è generato un flusso di interscambio di docenti e studiosi tra Portici e gli Stati Uniti: solo nell'anno in corso ben sette allievi di Master e PhD americani sono stati ammessi alla frequenza del Master organizzato dal Centro.

I successi colti dal Centro sono stati ottenuti a fronte di un finanziamento pubblico di modestissima entità, pari alle spese fisse di gestione annua di appena una diecina delle oltre 600.000 “auto blu” che circolano in Italia. Chiudere il Centro di Portici, oltre che rappresentare un atto di cui ci si dovrà a lungo vergognare, non contribuirà quindi in alcun modo alla soluzione del problema della finanza pubblica italiana, ma contribuirà certamente all'impoverimento culturale del nostro paese e all’ulteriore fuga dei suoi cervelli.

A testa alta e con fermezza, perciò, ci sentiamo di chiedere che il Centro di Portici possa continuare la sua opera nell’interesse del paese e del suo sistema agroalimentare, nella sua attuale collaudata struttura, nel campo della ricerca e della formazione. E ci rivolgiamo al senso di responsabilità e alla dignità culturale di coloro che leggono questo appello affinché vogliano dare il proprio aiuto al Centro al fine di garantirne la sopravvivenza.

 

Francesco de Stefano

Presidente
Centro per la Formazione in Economia e Politica dello Sviluppo Rurale

 

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Articolo tratto da: Oas Liguria - http://www.oasliguria.org/public/oas2/
URL di riferimento: http://www.oasliguria.org/public/oas2//index.php?mod=read&id=it/1276809537